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Le "conveyor belts"

La maggior parte dei grandi sistemi depressionari delle medie latitudini coinvolgono tipicamente, nella fase di maturità, tre distinti flussi di aria. I meteorologi chiamano questi flussi conveyor belts (“nastri trasportatori”).
La Warm Conveyor Belt (WCB) trasporta aria calda, frequentemente molto umida, proveniente dalle latitudini sub-tropicali o tropicali fino a farle raggiungere l’aria fredda nel settore settentrionale delle depressioni (cicloni delle medie latitudini), portandole anche a sconfinare a nord del sistema frontale caldo.
Quando la WCB raggiunge il fronte caldo, si solleva nella media-alta troposfera e devia (a causa della "forza di Coriolis") verso est fondendosi con la “corrente a getto del fronte polare” associata ai sistemi frontali perturbati delle medie latitudini. Contemporaneamente, la circolazione anti-oraria dell'aria intorno al minimo depressionario stira l’estremità occidentale della Warm Conveyor Belt verso ovest.
Di conseguenza, la banda nuvolosa associata alla WCB assume la caratteristica forma ad S (S-shape) quando il ciclone sta per raggiungere la fase di maturità. La struttura S-shape è ben evidente nella foto satellitare nel visibile (Immagine a sinistra - 1° novembre 2008, fonte: EUMETSAT).
Nella foto satellitare che mostra un ciclone che ha raggiunto la fase di maturità, ripresa nella banda di assorbimento del vapore acqueo (immagine in basso - 2 febbraio 2002, fonte: EUMETSAT), si nota una fascia scura (denominata "dry slot" o "dark stripe") ad ovest del bordo posteriore della Warm Conveyor Belt, prodotta dalla discesa di aria secca dalle alte quote atmosferiche (principalmente dall’alta troposfera, ma anche dalla bassa stratosfera). Questa aria secca discesa alle quote più basse, si avvolge in senso anti-orario nella depressione creando le tipiche aree di cielo sereno dopo il transito del fronte freddo (dry conveyor belt) .
Mentre la WCB si spinge più a nord sollevandosi sul fronte caldo, un'altra conveyor belt sul fianco settentrionale della depressione, dove spirano venti freddi nord-orientali, transita nell’area interessata dalle precipitazioni frontali. Si sviluppa così una “cold conveyor belt” (CCB) fredda ed umida, che può arricchirsi ulteriormente di umidità transitando al disopra di superfici marine o lacustri, specialmente se piuttosto calde.
La CCB viene coinvolta nella circolazione antioraria ascendente presso il minimo depressionario sviluppando al suo interno nubi sempre più spesse associate a precipitazioni che possono essere anche copiose se la cold conveyor belt si è arricchita di umidità.
Queste formazioni nuvolose che si sviluppano sul fianco nord-occidentale del sistema perturbato frontale, nel periodo più freddo dell’anno, specialmente nelle aree continentali, possono produrre abbondanti nevicate.
Avvolgendosi poi a spirale nella depressione tende ad instabilizzarsi generando temporali, specialmente se transita su mari caldi. Al suo interno si possono sviluppare sistemi perturbati organizzati (costituiti da cluster di celle temporalesche) a forma di virgola (comma) associati ad un vortice ciclonico (o una saccatura) in quota a cuore freddo.

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