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Storia della meteorologia

La meteorologia è la scienza che studia le Torricellicaratteristiche fisiche e chimiche dell'atmosfera (composizione, pressione, temperatura, ecc.) e i fenomeni fisici ad esse collegati (venti, precipitazioni, nebulosità, ecc.) tenendo conto delle cause che li determinano e delle variazioni nello spazio e nel tempo.
Scopo della meteorologia è progredire nella conoscenza delle cause e dei meccanismi dei fenomeni atmosferici per realizzare previsioni sempre più affidabili e a scadenze sempre più lunghe.
Il primo termometro (ad aria) fu ideato da Galileo Galilei nel 1592; una cinquantina d'anni dopo si fabbricarono i primi termometri chiusi, ad alcool.
Nel 1643 Evangelista Torricelli inventò il barometro a mercurio.
Nel 1723 la Royal Society di Londra tentò la prima raccolta simultanea di dati meteorologici, ma l'iniziativa rimase un caso isolato.
Il primo studio "moderno", transfrontaliero e sistematico fu organizzato settanta anni dopo dalla Società Meteorologica Palatina di Mannheim che organizzò osservazioni simultanee ad orari fissi in trentasei stazioni di rilevamento sparse in tutta Europa. Lo studio purtroppo ebbe breve durata a causa della rottura degli accordi internazionali in seguito alla Rivoluzione Francese.
Nel 1780 Horace Benedict de Sausure costruì il primo igrometro.
Nella seconda metà del XIX secolo le equazioni della fisica fecero il loro ingresso nella meteorologia che diventava così vera e propria scienza.
Soltanto nel XX secolo, all'inizio degli anni '40, si sviluppò una rete di stazioni meteorologiche sufficiente a tracciare una buona descrizione dell'atmosfera.
Finalmente, nel 1949 si ottennero le prime previsioni attendibili, elaborando i dati meteorologici tramite il colossale computer ENIAC, del peso di ben 120 tonnellate, la cui potenza di calcolo è paragonabile a quella di un PC di 20 anni fa.
Nel 1950 fu fondata la W.M.O. Termometri fiorentini(World Meteorological Organization), organo delle Nazioni Unite che ha tra i suoi scopi l'effettuazione d'osservazioni meteorologiche, l'elaborazione e lo scambio dei dati a livello internazionale, il potenziamento della rete d'osservazione al suolo e in quota, lo sviluppo di supercalcolatori e modelli matematici in grado di realizzare "previsioni numeriche" a medio termine.
Negli anni '50 si cominciarono ad usare i radar meteorologici, utilizzati soprattutto per analizzare la dinamica delle formazioni temporalesche.
Nel 1960 fu lanciato dagli americani il primo satellite meteorologico (della serie TIROS); da allora una schiera sempre più fitta di satelliti meteorologici (alcuni in orbita polare, altri geostazionari) è stata utilizzata per tenere sotto controllo l'atmosfera.
I satelliti meteorologici dotati della strumentazione più moderna e sofisticata consentono non solo di osservare dall'alto le formazioni nuvolose, ma anche di acquisire informazioni relative alla distribuzione verticale dei vari parametri meteorologici. Queste preziose informazioni vengono introdotte negli schemi delle previsioni numeriche, ad integrazione dei dati provenienti dalle stazioni meteorologiche e dai palloni sonda.
Nel 1973, unendo sforzi e risorse di 18 nazioni europee, fu creato a Nottingham l'E.C.M.W.F., il centro europeo per le "previsioni numeriche" a medio termine. Le previsioni locali vengono realizzate prendendo come base le carte meteorologiche prodotte dall'ECMWF (o da altri centri di calcolo). Le informazioni tratte da queste carte vanno integrate e "raffinate" in base alle osservazioni, ai dati statistici ed alle esigenze locali.

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