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Aruncus dioicus    (Walter) Fernald    -    Famiglia delle Rosaceae

È una pianta molto conosciuta nell'Arco Alpino con i nomi volgari: "barba di capra" (in effetti il nome del genere deriva dal greco ἤρυγγοσ = barba di capra), "asparago di monte", "asparago di bosco", "coda di volpe", "sparzi", ecc.
Specie
perennante per mezzo di gemme situate a livello del suolo (emicriptofita), è dotata di un rizoma legnoso con squame scure e di un lungo fusto eretto (alto fino a 2 m), poco ramificato, con asse fiorale generalmente privo di foglie (scaposo).
L'epiteto specifico si riferisce al fatto che si tratta di una pianta dioica, con fiori maschili e femminili portati da piante diverse.

Ha foglie picciolate (talvolta con stipole alla base del picciolo), molto lunghe (fino a 1 m), composte, 2-3 pennatosette, con segmenti finali (foglioline) ovato-lanceolati-acuminati (lunghi fino ad 8 cm), a margine seghettato.

In giugno-luglio sviluppa una grande fioritura a pannocchia terminale con numerosi fiori in compatti racemi (fiori con gambo distinto e nati uno sopra l'altro su un asse fiorifero principale); gli steli fiorali sono patenti (penduli a maturità).
I fiori, molto piccoli, con calice semplice (sepali lunghi circa 0,5 mm) e petali ovati (lunghi fino a 2 mm), non saldati tra di loro (dialipetali) e a simmetria raggiata (attinomorfi), sono dioici. I fiori delle piante maschili sono di colore crema molto chiaro, hanno numerosi stami (oltre 20) molto sporgenti, con antere scure. Gli steli femminili hanno fiori bianchi, con stami rudimentali piuttosto corti ed ovario semi-infero.

I frutti dell'A. dioicus sono piccoli follicoli bruni penduli (3 per ogni fiore), coriacei e glabri.

Cresce nel Nord Italia e in Toscana, in zone a mezz'ombra, soprattutto in boschi radi, freschi ed umidi, da quote collinari a 1800 m s.l.m.

È una pianta commestibile ed officinale.
I teneri germogli rossi primaverili, leggermente amarognoli, vengono consumati come gli asparagi.
È anche utilizzata come pianta ornamentale.

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