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Laburnum anagyroides    Medik.    -    Famiglia delle Leguminosae

Il "maggiociondolo", molto diffuso allo stato spontaneo, è apprezzato per le sue copiose fioriture. Molti giardini e parchi sono abbelliti da esemplari di questo alberello di grande valore ornamentale; di norma vengono piantate cultivar selezionate da incroci tra Laburnum anagyroides e Laburnum alpinum.

Laburnum anagyroides è un piccolo albero spogliante alto fino ad 8 m, frequentemente cespuglioso, con chioma irregolare, rami espansi e ramoscelli penduli pubescenti, verde grigiastro.
La corteccia di questo alberello è liscia e bruna, con evidenti lenticelle.
Le gemme sono alterne, disposte a spirale e ricoperte di scaglie argentee.

Ha foglie picciolate, alterne, trifogliate, con foglioline ellittiche e generalmente ottuse, glauche, con la pagina inferiore pelosa verde argentata.

I fiori, ermafroditi e simmetrici, riuniti in racemi penduli lunghi fino a 25 cm, appaiono dalla primavera all'inizio dell'estate. Hanno il calice verde, campanulato, con 5 denti.
La corolla, di colore giallo oro, ha il petalo superiore di dimensioni maggiori screziato di rosso brunastro. Il vessillo è ampio e smarginato a carena marcatamente curvata-rostrata.
Hanno 10 stami con antere arancioni ed un pistillo bianco, tomentoso.

I frutti sono legumi lineari, piatti, pubescenti, deiscenti, contenenti numerosi semi bruni.

È presente in quasi tutte le regioni italiane (è assente nelle Isole e nella Valle d'Aosta) all'interno dei boschi di latifoglie, in modo particolare nei boschi di querce spoglianti su suoli calcarei.

Il legno di questo alberello è combustibile di buona qualità; ha l'alburno con il colore del burro ed il durame scuro, molto duro, che viene utilizzato per piccoli lavori al tornio, in liuteria e come sostituto dell'ebano.
Tutta la pianta è velenosa. Estremamente velenosi sono i semi che, secondo le leggende, venivano utilizzati dalle streghe per preparare bevande psicoattive che davano loro un senso di leggerezza... inteso come "volo della strega"; durante il sabba avrebbero utilizzato un bastone di "maggiociondolo" cavalcando il quale avrebbero effettuato i loro voli.

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