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Editoriale meteo

L’evoluzione della circolazione stratosferica nel medio-lungo termine delineata nel precedente editoriale (pubblicato il 5 gennaio) risulta ormai pienamente confermata. Anche lo “sguardo indiscreto” e soprattutto azzardato, gettato nel lunghissimo termine, sembra aver colto in pieno il “cambio di registro” in atto nella circolazione atmosferica sullo scenario europeo.
Certo, il ritorno ad una QBO di segno negativo dalla fine dell’inverno climatico è avvenuto in maniera molto soft, ma è stato comunque sufficiente a rendere progressivamente meno vigorosa l’attività del Vortice Polare Stratosferico (VPS), risultato eccezionalmente potente nel corso dell’inverno e nei primi giorni della primavera climatica.500 hPa
Si registra ora una maggiore propensione all’instabilizzazione del VPS, con sviluppo di warming che sembrano voler presagire una tendenza ad un FW (Final Warming) presumibilmente nel corso della prima decade di aprile (o poco dopo) e quindi non precoce o solo lievemente. Nel Nord Emisfero, infatti, l’inversione dei venti stratosferici, con sviluppo della tipica circolazione orientale del semestre estivo, avviene in genere intorno alla metà di aprile.
Con la graduale attenuazione dei forcing stratosferici, che hanno alimentato un’elevata velocità zonale troposferica alle latitudini medio-alte e prevalenza di fasi anticicloniche alle basse latitudini europee, la circolazione troposferica tende a rallentare, aumentando il trasporto meridiano ad opera delle ondulazioni ad alta frequenza e attenuando quello indotto dalle ondulazioni planetarie lunghe.

Lo scenario meteorologico a scala europea è ora caratterizzato dallo sviluppo di blocking anticiclonici alle alte latitudini che determinano la discesa con moto retrogrado (NE – SW) di una lingua di aria gelida artico-continentale che interesserà l’Italia per circa 3 giorni ad iniziare da domani, 23 marzo.
Questo andamento meteorologico è promosso dall’oscillazione intra-stagionale tropicale MJO (Madden Julian Oscillation) appena entrata in fase 3. Nel mese di marzo una MJO in fase 3 favorisce lo sviluppo di anticicloni alle alte latitudini euro-atlantiche e di vortici ciclonici secondari (cut-off) nel comparto mediterraneo.
Tra una settimana circa dovremmo assistere al rapido declino dell’intensità dei forcing tropicali, con temporaneo ingresso della MJO in fase 4. C’è quindi da attendersi un breve periodo favorevole allo sviluppo di una circolazione ciclonica nei pressi delle Isole Britanniche che si potrà allungare, con formazione di saccature e distacco di vortici secondari (cut-off), verso il Mediterraneo Occidentale. L’Italia, di conseguenza, verrà investita da correnti calde di estrazione africana e, forse, anche da perturbazioni afro-mediterranee. Subito dopo, l’ulteriore indebolimento della MJO la renderà pressoché ininfluente sulle vicende meteorologiche di tutte le latitudini europee.

Il mese centrale della primavera climatica dovrebbe risentire del cambio di circolazione in atto e presentarsi quindi con caratteristiche di relativa “normalità”.
Per il nostro Paese si prospetta quindi, probabilmente, un mese di aprile all’insegna della variabilità con temperature mediamente “normali” o momentaneamente al disopra della norma per il temporaneo sviluppo di alte pressioni subtropicali in ambito mediterraneo.






Michelangelo Nitti                                                                22  marzo  2020


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