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Editoriale meteo

Nei primi due mesi dell’inverno climatico si sono manifestati pochi e non eclatanti disturbi nella circolazione stratosferica, probabilmente a causa di una lunga fase di QBO positiva in ulteriore crescita.
Nell’ultimo mese di norma si cominciano a manifestare i primi segnali d’indebolimento del VPS (Vortice Polare Stratosferico). Dalla seconda decade di febbraio al mese successivo, si assiste mediamente ad un decremento della velocità del Vortice Polare Stratosferico di un 4%-5% per decade, con la conseguente, maggiore vulnerabilità del VPS.
Nella troposfera, l’allentamento del flusso zonale indotto dall’indebolimento del VPS è una delle cause della maggiore volubilità del tempo meteorologico che si manifesta, 500 hPain genere, a fine inverno - inizio primavera.

Da alcuni giorni la crescita dell’EP-flux stratosferico sta cominciando a produrre dei disturbi nella circolazione stratosferica. Il notevole riscaldamento dell’alta stratosfera, che si manifesta mediante una serie di pulsazioni calde sull’Asia, tende ad innescare un minor strat-warming, tipo displacement, con sviluppo di un anticiclone aleutinico, temporaneamente canadese.
La dinamica like displacement indurrà un rafforzamento della corrente a getto nel comparto euro-atlantico contribuendo alla crescita degli indici di NAO. Di conseguenza, nei prossimi giorni, i sistemi perturbati che si muovono lungo un ramo meridionale delle westerlies investiranno a più riprese l’Italia con brevi pause interfrontali, portando abbondanti precipitazioni anche sulle regioni settentrionali, afflitte da una prolungata siccità.
Nella troposfera si assisterà poi ad un’ulteriore propagazione delle anomalie stratosferiche, con frammentazione del vortice ciclonico polare in minimi depressionari dislocati a latitudini relativamente basse e generale rallentamento della circolazione emisferica associato ad un aumento del wavenumber zonale. La circolazione troposferica tenderà, infatti, ad aumentare il trasporto meridiano ad opera delle ondulazioni ad alta frequenza e ad attenuare quello indotto dalle ondulazioni planetarie lunghe. Tale pattern di circolazione favorirà la tendenza alla genesi di blocchi anticiclonici dinamici, con split del getto conseguente all’isolamento di un poderoso blocking ad omega sullo Stretto di Bering e di un anticiclone sulla Scandinavia (soprattutto intorno al 6-9 febbraio) che retrocederà poi sul Nord Atlantico, probabilmente dall’11-12 febbraio.
Sul nostro Continente, l’abbassamento del jet stream del fronte polare determinerà una fase dai connotati artico marittimi alle basse latitudini, con ingerenze artico-continentali sul Centro Europa, momentaneamente anche sull’Italia.
All’inizio della seconda decade di febbraio, il rapido indebolimento del warming stratosferico produrrà un nuovo, graduale raffreddamento radiativo partendo dai piani più elevati, con ricostituzione di un VPS in piena forma ed in sede tipica. Il conseguente forcing stratosferico darà luogo, presumibilmente nel corso dell’ultima decade del mese corrente, ad un progressivo aumento delle velocità zonali troposferiche, dapprima sulle medio-alte latitudini e successivamente più a sud.

L’oscillazione inter-tropicale MJO (Madden Julian Oscillation), attualmente pressoché ininfluente sulle vicende atmosferiche delle medie latitudini, emergerà in fase 5 intorno al 4-5 febbraio favorendo lo sviluppo di anticicloni sull’Europa orientale e di depressioni atlantiche.
Passerà alla fase 6 il 7-8 febbraio promuovendo la graduale crescita di anticicloni nord atlantici con la conseguente discesa di correnti settentrionali sul “Vecchio Continente”.
Entrando in fase 7 tra il 9 ed il 12 febbraio determinerà la traslazione degli anticicloni nord atlantici verso il Nord Europa con invasione di correnti fredde continentali sull’Europa centro-meridionale.
Infine, passando alla fase 8, presumibilmente dal 12-14 febbraio, dovrebbe favorire lo sviluppo di robusti blocking nord atlantici, con innesco di profonde ciclogenesi nel Sud Europa alimentate da colate artiche piuttosto vigorose.


Michelangelo Nitti                                                  1°  febbraio 2017


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