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Editoriale meteo

La presenza di una fase di ENSO (El Niño-Southern Oscillation) negativa (Niña) ha caratterizzato una stagione invernale all’insegna della dinamicità. Al contempo, la QBO di segno positivo, inibendo l’efficace propagazione verticale dell’E-P flux, ha ostacolato la ripresa della BDC (Brewer Dobson Circulation) e la conseguente crescita delle concentrazioni di ozono in area polare. Di conseguenza il Vortice Polare Stratosferico (VPS) è risultato piuttosto potente all’inizio dell’inverno climatico e quando la sua intensità è andata gradualmente scemando per il manifestarsi di ripetuti warming, è riuscito a resistere scongiurando il suo completo smantellamento, andando incontro soltanto a momentanei displacement.
Con la graduale attenuazione dei forcing stratosferici d’inizio inverno, la circolazione troposferica ha subito un graduale rallentamento, aumentando il trasporto meridiano ad opera delle ondulazioni ad alta frequenza e attenuando quello indotto dalle ondulazioni planetarie lunghe; inoltre, la dinamica like displacement ha indotto un abbassamento del fronte polare e della corrente a getto determinando una fase dai connotati artico marittimi su gran parte del Vecchio Continente.
Le correnti antizonali sviluppatesi alle alte latitudini in seguito agli episodi di minor e major warming, ora in fase di graduale esaurimento, hanno imposto l’impossibilità della propagazione verticale d’onda e l’assenza di flusso meridiano di temperatura. Di conseguenza, la stratosfera, partendo dai piani più elevati, procede verso un nuovo raffreddamento radiativo, con ricostituzione di un vortice polare piuttosto vigoroso ed in sede tipica, 850 hPascarsamente permeabile alla propagazione verticale d’onda.
Il trasferimento in troposfera di questa nuovo pattern stratosferico probabilmente non si manifesterà prima della fine del mese corrente. Adesso assistiamo alla ulteriore estensione verso la bassa stratosfera e la troposfera dei moti antizonali, con ulteriore incremento del disturbo e sviluppo di blocchi anticiclonici (blocking) alla circolazione zonale.
La propagazione dinamica dell’onda stratosferica risulterà piuttosto efficace nel feedback troposferico già nel medio termine, allorquando si assisterà all’induzione dell’anticiclogenesi nord-europea promossa anche dall’oscillazione intra-stagionale tropicale MJO (Madden Julian Oscillation) in fase 7, tendente momentaneamente alla fase 8. In questo periodo dell’anno questi forcing tropicali favoriscono lo sviluppo di anticicloni alle alte latitudini europee, in graduale migrazione verso il Nord Atlantico. Lo scenario meteorologico a scala europea tende così ad essere caratterizzato dall’accrescimento di "blocking anticiclonici ad omega" (omega blocking) che determinano la discesa con moto retrogrado (NE – SW) di impulsi di aria gelida artico-continentale, il primo dei quali interesserà l’Italia per 3-4 giorni ad iniziare dal 12-13 febbraio. Con la successiva traslazione del blocking sul Nord Atlantico e con il suo graduale esaurimento a causa dell’indebolimento delle forzanti tropicali (MJO in fase 8, ma sempre più debole e successivamente ininfluente sulle dinamiche atmosferiche delle nostre latitudini) prenderà a transitare un ramo secondario del getto polare in grado di avvettare cut-off ciclonici verso il Mediterraneo centro-occidentale.

Per quel che riguarda l’evoluzione meteorologica nel medio termine nel nostro Paese, alla luce di quanto detto, pare lecito aspettarsi alcuni giorni dai connotati decisamente invernali. È comunque piuttosto difficile stabilire i particolari di queste "grandi manovre invernali"; quando una massa d’aria gelida si tuffa nel caldo Bacino del Mediterraneo subisce repentine e vistose metamorfosi, con sviluppo di celle convettive e minimi depressionari sul mare, talvolta possono anche manifestarsi fenomeni di scorrimento delle correnti perturbate al disopra dell’aria fredda. Si verificheranno forti gelate (soprattutto al Centro-Nord) e nevicate anche abbondanti, più probabili sulle regioni centrali e sui rilievi del Meridione.

Nel prosieguo della stagione invernale dovrebbe persistere una propensione all’instaurarsi di blocking alle alte latitudini soprattutto in sede oceanica, con colate artico-marittime (forse anche artico-continentali) sull’Europa.
Nel lungo termine, probabilmente già dai primi giorni di marzo, l’accresciuta intensità della circolazione stratosferica sarà in grado di far prevalere il suo forcing con un progressivo incremento della velocità zonale troposferica, dapprima sulle medio-alte latitudini e successivamente più a sud. Non è da escludere che il notevole raffreddamento della stratosfera (ed il conseguente, forte, ricompattamento del VPS) possa dare luogo a condizioni di ese cold. Avremmo così un primo mese della primavera climatica caratterizzato da un veloce flusso perturbato sul centro-nord europeo e prevalenti condizioni di tempo anticiclonico sul nostro Paese.






Michelangelo Nitti                                                                7  febbraio  2021


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